Secondo il Comitato di coordinamento europeo dell’alloggio sociale  CECODHAS, social housing significa offrire “alloggi e servizi con forte connotazione sociale, per coloro che non riescono a soddisfare il proprio bisogno abitativo sul mercato (per ragioni economiche o per assenza di un’offerta adeguata) cercando di rafforzare la loro condizione”

In sintesi, abbiamo disponibili quattro modi di realizzare alloggi sociali, e questi modi sono tra loro complementari.

  • attraverso l’azione di soggetti pubblici che provvedono direttamente alla costruzione degli alloggi;
  • attraverso l’azione di operatori in-house, separati dal soggetto pubblico che ha potere di controllo; l’operatore lavora esclusivamente per il soggetto pubblico in un ambito territoriale di competenza predefinito;
  • attraverso l’azione di operatori indipendenti strutturato secondo le regole degli operatori no-profit;
  • attraverso operatori di mercato legati da un contratto temporaneo con obblighi coerenti con quelli del servizio pubblico.

Il social housing è un tema centrale

La questione abitativa ha assunto una nuova centralità.

Il problema abitativo non riguarda tanto la domanda di alloggi di chi non ha una casa, ma da chi ha una casa e paga con sempre maggiore difficoltà una rata pesante di mutuo o un affitto. E’ un’area grigia che comprende famiglie monoreddito, giovani coppie appena spostate, lavoratori precari, anziani autosufficienti.

Inoltre, l’esperienza di molti anni di social housing in Olanda, per esempio, fa vedere come il social housing sia sempre un volano per l’economia e lascia grandissimo spazio alla libertà delle famiglie e delle persone, che possono investire in progetti di futuro alternativi alla spesa per la casa. Il maggior reddito disponibile alle famiglie aumenta anche la mobilità sociale.

Dare la priorità ad investimenti ed interventi per la trasformazione dei quartieri costituiti da edilizia popolare, fare il punto sulle possibilità di rilancio che l’edilizia sociale potrà ricevere dai fondi immobiliari previsti dal ‘Piano casa’; questo il senso del seminario.

Bello e possibile: progetti di social housing per la riqualificazione urbana di Mestre

Progetti belli, innovativi, all’avanguardia, ma concreti e realizzabili. Si chiama Bello e possibileed è il titolo della mostra, organizzata dall’Immobiliare Veneziana (IVe) e dal Comune di Venezia presso il Centro Culturale Santa Maria delle Grazie, dei progetti di social housing che interessano la terraferma.
“Sono idee belle e realizzabili – commenta Ezio Micelli, assessore all’Urbanistica del Comune di Venezia – grazie alle quali l’Immobiliare Veneziana ha completato l’incarico che le ha dato il Comune di Venezia. Per tutti i progetti l’obiettivo è stato quello di puntare sulla qualità e sull’innovazione, perché crediamo che con questi interventi – oltre a rispondere ad una funzione sociale – possiamo contribuire al recupero architettonico e urbanistico di interi quartieri”.

Noi siamo impegnati a partecipare e sostenere progetti di social housing, mettendo a disposizione la nostra competenza, le certificazioni acquisite e l’esperienza maturata anche nel progetto Moduli Abitiativi Provvisori a L’Aquila.

photo credit Fin Fahey

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Monica Sech